VIVI LO YOGA
Un fine condiviso
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LE NOSTRE PRATICHE
Nella nostra Shala proponiamo pratiche differenti per ritmo, intensità e approccio. Pur attraverso vie diverse, la pratica conduce a riappropriarsi del proprio corpo, ad abitarlo con presenza e consapevolezza.
ASHTANGA YOGA
L’Ashtanga Yoga è una pratica dinamica e strutturata, nella quale respiro e movimento si intrecciano attraverso sequenze progressive di Asana.
Il metodo è stato trasmesso e diffuso nel Novecento da Sri K. Pattabhi Jois (1915–2009), allievo del grande maestro T. Krishnamacharya. A Mysore, nell’India meridionale, Pattabhi Jois dedicò gran parte della propria vita all’insegnamento dell’Ashtanga, contribuendo in modo determinante alla sua diffusione in Occidente.
La pratica segue sequenze definite nelle quali ogni movimento viene coordinato al respiro. La continuità tra Asana, respiro e sguardo (Drishti) richiede presenza, concentrazione e ascolto, trasformando progressivamente la sequenza in una forma di meditazione in movimento.
È una pratica intensa e progressiva, che sviluppa forza, mobilità, resistenza e consapevolezza corporea, invitando il praticante a conoscere e abitare il proprio corpo attraverso la continuità della pratica
HATHA YOGA
L’Hatha Yoga è una pratica che utilizza il corpo e il respiro come strumenti per sviluppare equilibrio, presenza e consapevolezza.
La nostra pratica si ispira alla tradizione trasmessa da Swami Sivananda Saraswati (1887–1963), medico, yogi e maestro spirituale indiano, e proseguita dal suo discepolo Swami Satyananda Saraswati. Sivananda contribuì alla diffusione di una visione integrale dello Yoga, nella quale il lavoro sul corpo rappresenta una parte di un percorso più ampio di conoscenza di sé.
Attraverso Asana, Pranayama e momenti di rilassamento e interiorizzazione, la pratica procede con gradualità e attenzione, permettendo di sviluppare mobilità, stabilità e una percezione più profonda del corpo e del respiro.
La pratica diventa così un modo per reimpadronirsi del proprio corpo e imparare ad abitarlo consapevolmente, rispettandone caratteristiche, possibilità e fragilità.
VINYASA YOGA
Il Vinyasa Yoga è una pratica dinamica nella quale le Asana vengono collegate in sequenze fluide, coordinando movimento e respiro.
Le radici del Vinyasa moderno sono legate all’insegnamento di Tirumalai Krishnamacharya (1888–1989), uno dei grandi maestri dello Yoga del Novecento, che pose particolare attenzione alla relazione tra respiro, movimento e progressione della pratica.
A differenza dell’Ashtanga, che segue sequenze prestabilite, il Vinyasa lascia maggiore libertà nella costruzione della lezione, permettendo all’insegnante di creare percorsi progressivi, fluidi e dinamici.
La continuità del movimento sviluppa forza, mobilità e coordinazione, mentre il respiro diventa il filo conduttore che mantiene l’attenzione presente e accompagna il corpo nel fluire della pratica.
KUNDALINI YOGA
Il Kundalini Yoga è una pratica dinamica che integra corpo, respiro, concentrazione e meditazione attraverso sequenze specifiche chiamate Kriya.
Il metodo che proponiamo fa riferimento al Kundalini Yoga diffuso in Occidente da Yogi Bhajan (1929–2004) a partire dalla fine degli anni Sessanta, una forma moderna che riunisce tecniche provenienti da differenti tradizioni yogiche e meditative.
Attraverso i Kriya, la pratica conduce progressivamente l’attenzione verso l’interno e lavora sull’energia vitale con l’intento di stimolarla e ravvivarla, affinando al tempo stesso l’ascolto del corpo, del respiro e degli stati più sottili della percezione.
Non si tratta di una pratica finalizzata al cosiddetto “Risveglio della Kundalini”, espressione oggi utilizzata anche per indicare metodi e percorsi differenti, che non appartengono alla pratica Yoga qui proposta.
YIN YOGA
Lo Yin Yoga è una pratica lenta e profondamente introspettiva, nella quale le Asana vengono mantenute a lungo, riducendo progressivamente l’azione muscolare e lasciando spazio all’ascolto.
Nella sua forma contemporanea si sviluppa alla fine del Novecento attraverso gli insegnamenti di Paul Grilley, influenzato dal Taoist Yoga di Paulie Zink e dagli studi di Hiroshi Motoyama. Sarah Powers contribuì successivamente alla sua diffusione e alla sua dimensione meditativa, introducendo il nome Yin Yoga.
La permanenza nelle posizioni invita a rallentare e ad abitare il corpo nella quiete, osservando sensazioni, respiro e reazioni senza la necessità di modificarli continuamente. La pratica assume così una forte dimensione somatica e contemplativa.
Per questa sua natura, lo Yin Yoga può rappresentare anche un prezioso ponte verso la meditazione, preparando gradualmente il corpo alla quiete e la mente all’ascolto.
YOGA POSTURALE
Lo Yoga Posturale integra gli strumenti dello Yoga con lo studio dell’anatomia, della biomeccanica e del movimento, ponendo particolare attenzione alla qualità e alla consapevolezza del gesto.
La pratica utilizza le Asana come strumenti di esplorazione del corpo e propone un lavoro mirato a ridurre le tensioni muscolari, in particolare nei distretti coinvolti nel mantenimento della postura, migliorando mobilità, stabilità e percezione corporea.
Allentando tensioni e compensi, diventa più facile sentire come il corpo si organizza nello spazio e riconoscere come distribuire appoggi, carichi e allineamenti quando siamo in piedi.
Non si tratta quindi di imporre al corpo una postura ideale, ma di sviluppare gli strumenti per percepire la propria verticalità e trovare un modo più consapevole ed efficiente di stare in piedi e muoversi.